La Storia

Giacomo Stinghi, presidente del Centro di Solidarietà fin dalla sua fondazione, ne racconta così le origini:

Il "Centro di Solidarietà di Firenze" (CEIS, oggi CSF) nacque nel 1979 come iniziativa del volontariato fiorentino e della Chiesa locale per aiutare concretamente giovani e famiglie a liberarsi dalla tossicodipendenza.
Dopo ripetuti fallimenti, ci eravamo convinti che quel fenomeno sociale, dalle proporzioni sempre più vaste, non poteva essere affrontato efficacemente solo dalla buona volontà di qualche singolo e soprattutto con approssimazione. Si volle quindi dar vita a una iniziativa consistente, sorretta da sperimentata professionalità, che disponesse di mezzi, personale e ambienti adeguati alle esigenze di un fenomeno sociale in espansione al quale lo Stato non offriva risposte sufficienti. La Chiesa fiorentina ha il merito di aver promosso tempestivamente e di aver sostenuto in modo consistente questa iniziativa che, anche per tale motivo, conobbe un rapido sviluppo.
Come intervento riabilitativo scegliemmo il "Progetto Uomo" (Don Mario Picchi, Progetto uomo, Roma, Edizioni Paoline, 1985)   perché affronta la tossicodipendenza nel suo aspetto umano più che in quello sanitario, ponendo l'accento sulla persona del giovane in difficoltà e sui suoi problemi esistenziali; e perché ne propone il superamento attraverso un impegnativo percorso educativo che vuol aiutare il giovane e la sua famiglia ad individuare e risolvere le problematiche che stanno all'origine della fuga nella droga. Ci era già chiaro, infatti, che il ricorso ostinato a sostanze stupefacenti è una risposta sbagliata a bisogni reali della persona umana, i quali sono sempre meno materiali e sempre più spirituali.
Scegliemmo il Progetto Uomo anche perché a un forte coinvolgimento personale degli operatori, che assicura interesse e calore umano a giovani che più di altri portano i segni della fatica di vivere, unisce una metodologia sperimentata e sempre più professionale […..] Il Progetto Uomo, più che un intervento riabilitativo dalla droga, è una cultura, una visione della persona e della società, un modo di stare insieme; è una concreta esperienza di vita che coinvolge non solo i ragazzi nelle varie fasi del programma terapeutico e i loro familiari ma anche i volontari e gli operatori.

Don Giacomo Stinghi, Documento base, dicembre 2016

Dove Siamo